lunedì, 02 novembre 2009

Canzone per Alda Merini (R. Vecchioni)


Canzone per Alda Merini



Noi qui dentro si vive in un lungo letargo,

si vive afferrandosi a qualunque sguardo,

contandosi i pezzi lasciati là fuori,

che sono i suoi lividi, che sono i miei fiori.

Io non scrivo più niente, mi legano i polsi,

ora l'unico tempo è nel tempo che colsi:

qui dentro il dolore è un ospite usuale,

ma l'amore che manca è l'amore che fa male.

Ogni uomo della vita mia

era il verso di una poesia

perduto, straziato, raccolto, abbracciato;

ogni amore della vita mia

ogni amore della vita mia

è cielo è voragine,

è terra che mangio

per vivere ancora



Dalla casa dei pazzi, da una nebbia lontana,

com'è dolce il ricordo di Dino Campana;

perchè basta anche un niente per essere felici,

basta vivere come le cose che dici,


e divederti in tutti gli amori che hai

per non perderti, perderti, perderti mai.



Cosa non si fa per vivere,

cosa non si fa per vivere,

guarda... Io sto vivendo;

cosa mi è costato vivere?

Cosa l'ho pagato vivere?

Figli, colpi di vento...

La mia bocca vuole vivere!

La mia mano vuole vivere!

Ora, in questo momento!

Il mio corpo vuole vivere!

La mia vita vuole vivere!

Amo, ti amo, ti sento!



Ogni uomo della vita mia

era il verso di una poesia

perduto, straziato, raccolto, abbracciato;

ogni amore della vita mia

ogni amore della vita mia

è cielo è voragine,

è terra che mangio

per vivere ancora



(R.Vecchioni)


Olaf83 ha sparso le sue note alle ore 19:37 nella categoria
commenti




lunedì, 19 ottobre 2009

I knew all the rules but the rules did not know me...









Everyone I come across in cages they bought

they think of me and my wandering

but I'm never what they thought

got my indignation but I'm pure in all my thoughts

I'm alive...



Wind in my hair, I feel part of everywhere

underneath my being is a road that disappeared

late at night I hear the trees

they're singing with the dead

overhead...



Leave it to me as I find a way to be

consider me a satellite for ever orbiting

I knew all the rules but the rules did not know me

guaranteed...


Olaf83 ha sparso le sue note alle ore 18:04 nella categoria
commenti




martedì, 15 settembre 2009

You've had the time of your life...


Ero ragazzina, e la danza è stata per molti anni la passione più grande. Quelli delle scarpette da allacciare e il body da mettere in fretta per colpa del freddo d'inverno sono stati gli anni più belli che io ricordi. Oggi quella stessa ragazzina piange, per Johnny che se ne va. Tutte noi, che con la danza avevamo riempito la nostra vita, sognavamo che un giorno comparisse davanti alla porta della palestra e ci venisse a portare via. L'abbiamo aspettato per anni, io forse lo sto aspettando ancora.


E poi questo film è "il mio film", quello da rivedere mille volte, quello delle battute che sai a memoria eppure piangi sempre quando lui va via. Quello da rivedere ogni estate, quello da mettere nella lista dei film preferiti. Molti in quella lista avranno ai primi posti sicuramente film più impegnati, più importanti; io al primo posto ho sempre messo questo. Perchè dentro c'è l'odio contro tutti i perbenismi e le consuetudini borghesi che ho sempre avuto e perchè c'è l'amore per il ballo, potente, appassionato, dolce, sensuale, che chi non ha mai messo un paio di scarpette ai piedi o non s'è mai abbandonato nelle braccia di un partner forse non capirà mai.


Mi mancherai Johnny, come mancano i miti di ragazzina, irraggiungibili e vicini allo stesso tempo.


http://www.youtube.com/watch?v=BSCYCG8aA10&feature=related 


Olaf83 ha sparso le sue note alle ore 18:04 nella categoria
commenti




martedì, 18 agosto 2009

Ciao Nanda


Giornalista. Critica musicale. Scrittrice. Traduttrice.


Quando ancora da noi scoppiavano le bombe e si parlava di monarchia o repubblica, lei traduceva di nascosto Hemingway.


Ci portò poi Lee Master, Fitzgerald, Kerouac, Ginsberg, Bob Dylan.


Se Dio dovesse mai dare un giorno ad ognuno di noi la possibilità di rivivere una vita, e una soltanto, ecco....io rivivrei la sua.


Ciao Nanda, Faber t'aspetta.


nanda&faber



Fernanda Pivano


(Genova, 18 luglio 1917 - Milano, 18 agosto 2009)


Olaf83 ha sparso le sue note alle ore 20:23 nella categoria ricordi, faber
commenti




venerdì, 31 luglio 2009

De Andrè canta De Andrè - Auditorium di Roma


Cristiano De Andrè - Auditorium Roma"Lui mi chiamava C. ... sapete, era abbastanza comodo anche in questo, per non sprecare tempo e parole..." . Faber lo avevano cantato tutti, amici e meno amici, conoscenti, estimatori, semplici appassionati, mancava solo lui, quello che più di ogni altro ne aveva "diritto". C'ha messo dieci anni Cristiano a salire su di un palco ad affrontare tutto quello che Fabrizio gli aveva lasciato, dieci anni di "lotte contro le malinconie che mi portava cantare le sue canzoni", e ci crediamo quando ci dice, emozionato e teso, che non è stato semplice per lui vivere tutto questo, le responsabilità, il peso, il continuo confronto. Eppure, continua lui, "oggi, che l'arte viene venduta come se fosse una pizza, mi sono sentito in dovere di tornare a proporvi le parole di qualcuno che non la pensava affatto così". E, prima che inizi tutto, la musica, le parole, c'è da dirgli "grazie" solo perchè la forza per salire sul palco ad affrontarle quelle malinconie l'ha finalmente trovata.


E poi è la musica, l'arte, la poesia che conosciamo bene, quella che non si è persa in questi dieci anni, da quando un Dio, compiendo un errore enorme, se l'è portato via, la stessa che non si perderà mai. Sorride Cristiano nel ricordare la testardaggine di Fabrizio nel voler piantare nelle colline sopra Genova i peperoni, contro le parole dei contadini che lì c'erano nati e vissuti e che quei benedetti peperoni non li avevano mai visti crescere. Si emoziona nel ripensare a quella notte, che non riusciva a dormire, e guardando dallo spioncino della porta aveva visto Fabrizio che cantava a Puni "Verranno a chiederti del nostro amore" appena composta, e poi li aveva visti abbracciarsi. E poi la sera in cui aveva fatto sentire al padre la musica di "Cose che dimentico" e una volta tornato a casa sua era stato svegliato alle 5 di mattina ed "invitato" a prendere un taxi per raggiungere di nuovo casa di Fabrizio perchè ..."vieni qua, sbrigati che ho scritto il testo".


E poi quella "Alice" che gli piaceva e lo affascinava e s'era ritrovato a casa sua in Gallura proprio quel ragazzo alto dai boccoli d'oro che l'aveva scritta. "Piacere, Francesco" gli aveva detto...e lui  bambino di 12 anni "Mio Dio, Francesco De Gregori a casa mia!". E gli aveva rotto le scatole tutto il tempo chiedendo "ma perchè Alice guarda i gatti?e perchè i gatti guardano nel sole??".


In alcuni brani si ha la strana sensazione che Fabrizio sia lì, sul palco, di nuovo....come a dire "credevate che me n'ero andato eh?"...perchè la voce, quel modo di stare sullo sgabello e di tenere la chitarra, la mimica del viso, tutto terribilmente simile. Poi partono le note di "Andrea" e come quando ci si sveglia all'improvviso, sul palco Faber non c'è, c'è Cristiano al suo posto, ora adulto, e lo rivedi ragazzino con i capelli davanti agli occhi a suonare proprio quella canzone accanto al padre e a Dori attorno ad un tavolo con alcuni amici a Tempio Pausania.


Ogni brano un ricordo, vivo e fermo nella memoria. La gente ama ancora Fabrizio, lo ama ancora molto. E vuole un gran bene a questo figlio, che ha visto crescere, imparare a suonare prima la chitarra poi straordinariamente il suo violino, che ha visto mille volte accanto al padre sul palco. Ora è da solo, e proprio perchè solo, la gente sembra volergli ancora più bene, con gli applausi, il calore, sembra volergli dire tutto quello che non può a parole.


"Grazie di essere tornato, grazie per aver sopportato sulle spalle tutti questi dieci anni da solo, grazie per aver di nuovo tornato a far cantare la tua splendida voce, grazie perchè avevamo ancora bisogno di sentir cantare le sue canzoni".


Cristiano: "Buonasera a tutti, sono un po' di anni che non ci si vede eh..."


Troppi C. Troppi. Ma il passato non importa. Ora però promettici di non andartene più.


Olaf83 ha sparso le sue note alle ore 10:20 nella categoria emozioni, faber, cantautori italiani, cristiano de andrè, eventi musicali
commenti